Antonio Stango

L’INTERVENTO

Pena di morte, questa sconosciuta.

CHI E’ ANTONIO STANGO

Laureato in Scienze politiche all’Università di Genova, Master in Storia moderna, fin dal 1981 si dedica principalmente alle attività per i diritti umani: ha diretto riviste specializzate, organizzato conferenze internazionali, partecipato a missioni e condotto azioni nonviolente in numerosi Paesi.

È stato il fondatore (nel 1987) ed è tuttora il segretario generale del Comitato Italiano Helsinki per i diritti umani. Fa parte del Consiglio Direttivo di Nessuno tocchi Caino, della LIDU – Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo e, con l’organizzazione francese Ensemble contre la peine de mort, dal settembre 2015 è il coordinatore del Congresso mondiale contro la pena di morte, che si terrà ad Oslo dal 21 al 23 giugno.

Ha realizzato progetti in Europa centro-orientale, Asia centrale e America latina e ha operato come responsabile di associazioni non governative e giornalista free lance in zone di conflitto quali la Cecenia, il Kurdistan, il Tagikistan, il Libano.

Ha diretto l’Osservatorio sulla proliferazione delle armi e delle tecnologie militari e diverse riviste, fra le quali “La Nuova Frontiera – International Human Rights and Security review”.

È stato fra i docenti del master in Storia e storiografia multimediale dell’Università “RomaTre” e dei corsi superiori su diritti umani e diritto internazionale umanitario per la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale. Dal gennaio 2004 al luglio 2006 è vissuto in Kazakhstan come Project Director del Kazakhstan Human Rights Training and Support Program di Freedom House.

Ha organizzato e tenuto corsi di addestramento sui diritti umani anche in Libano e in Uzbekistan. Ha testimoniato per Radio Radicale e altri media eventi quali la rivoluzione romena nel 1989 e la transizione nell’Europa centro-orientale – fino al conflitto ucraino di questi anni – e ha curato le mostre fotografiche “Romania, la rivolta e l’illusione”, “Kurdistan: oasi di guerra” e “Immagini della transizione 1985-2000”. È stato fra gli esperti del Comitato interministeriale italiano per i diritti umani e della Commissione Europea, partecipando a numerosi progetti, fra i quali il monitoraggio delle condizioni di detenzione nell’estremo oriente siberiano. Segue regolarmente le sessioni del Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU a Ginevra e della Rassegna sulla Realizzazione della Dimensione Umana della OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione Europea) a Varsavia.

Ha pubblicato numerosi articoli sui diritti umani e le relazioni internazionali e contribuito ai rapporti di diverse organizzazioni non governative, quali la International Helsinki Federation for Human Rights, Freedom House e Nessuno tocchi Caino.

Fra i suoi saggi pubblicati su riviste accademiche o in volume: Human Rights between Universalism and Cultural Relativism, in “Chorzowskie Studies in Politics”, Poznań, 2014; Religiöse Intoleranz und Diskriminierung in ausgewählten Ländern Europas (Intolleranza religiosa e discriminazione in alcuni Paesi europei), Università di Dresda, 2011; Archivi di famiglia e storia di genere tra età moderna e contemporanea, Università di Roma “La Sapienza”, 2010; Dall’Adriatico all’Atlantico: esodi, migrazioni, scambi culturali, Università “Roma Tre”, 2009; La Carta Europea dei Diritti Fondamentali, Roma, 2002; Organizzazioni internazionali e rispetto delle Convenzioni sui diritti umani, Roma, 2002; L’allargamento dell’Unione Europea e i diritti umani: il caso della Turchia, Roma, 2001.