Emiliano Santarnecchi

L’INTERVENTO

Quali sono i limiti della mente umana? E’ possibile quantificare il potenziale cerebrale di ciascun individuo? E ancora, sara’ possibile, in un futuro non troppo lontano, archiviare un’immagine del proprio “connettoma” in formato digitale e caricarlo in un computer per garantirci una seconda vita? Queste sono solo alcune delle domande alle quali lo studio della connettivita’ cerebrale cerca di trovare risposta. 

 

CHI E’ EMILIANO SANTARNECCHI

Emiliano Santarnecchi e’ un neuroscienziato italiano trapiantato a Boston negli USA. Faculty in neurologia alla Harvard Medical School di Boston e co-direttore del laboratorio di Brain Investigation and Neuromodulation della facolta’ di medicina dell’Universita’ di Siena, si occupa dello studio del “Connettoma” umano, con l’obiettivo di mappare la complessa rete di connessioni che caratterizzano il cervello umano. Coniugando conoscenze nell’ambito delle neuroscienze cognitive, computazionali e di neurofisiologia, i suoi studi mirano a identificare quella che potremmo definire una “impronta digitale” del cervello di ciascun individuo, in grado di spiegare capacita’ cognitive complesse come l’intelligenza fluida, oltre a prevedere l’insorgenza di patologie neurodegenerative quali la demenza di Alzheimer e guidare il percorsi di riabilitazione in soggetti colpiti da ictus cerebrale.

Nonostante le limitazioni del sistema accademico italiano, e l’intrinseca difficolta’ dello studio del connettoma umano, Emiliano continua il suo percorso scientifico attraverso collaborazioni con varie istituzioni accademiche statunitensi e laboratori scientifici in Svizzera, Germania, Spagna, Inghilterra, Turchia e Danimarca, mantenendo viva una romantica speranza di riportare nel Belpaese i frutti del suo lavoro in un futuro non troppo lontano.